Logosito

Salute e tecnica

Misure della Bici

Il ciclismo è un tipo di attività aerobica, i muscoli cioè utilizzano prevalentemente l'ossigeno introdotto con la respirazione. Questo porta a tutta una serie di benefici tipici di questo tipo di attività.
1)Innanzitutto tonifica i muscoli, soprattutto quelli di gambe e glutei.
2)Aiuta a dimagrire, in quanto implica un elevato consumo calorico senza il rischio di traumi ai legamenti o alle articolazioni, come può essere per altre attività, come lo jogging.
3)Favorisce la circolazione con una maggiore ossigenazione dei tessuti.
4)Il cuore si "irrobustisce" rallentando la frequenza cardiaca e aumentando la gittata sistolica.
5)Aiuta a contrastare l'ipertensione e ad abbassare colesterolo e glicemia.
6)Aumenta la capacità polmonare.
7)Favorisce il ritorno del sangue al cuore, combattendo così i gonfiori e le vene varicose.

 

La mountain bike
Per le MTB si calcola la misura teorica come descritto per la bici da corsa ma si sottraggono 10 cm, quindi per il solito ciclista nell'esempio di prima: cavallo 86 cm x 0,65 = 55,9;

55,9-10= 45,9 cm, che tradotti in pollici (dividendo per 2,54) divengono 18. La cosa si complica e di molto per la misura orizzontale, poichè nelle MTB la lunghezza del tubo superiore è sempre superiore alla misura verticale, dando così vita a telai più lunghi rispetto alla stessa taglia "stradale". In più c'è il problema della misurazione: da qualche tempo infatti è sempre più diffusa la geometria del telaio "sloping", vale a dire un' accentuata inclinazione verso il basso e l'indietro del tubo superiore; in questo modo non si può semplicemente misurare il tubo superiore col metro, poichè si ottiene una lunghezza inferiore a quella effettiva. Nella figura esplicativa, quella segnata in nero è la misura nominale, mentre quelle in rosso sono le misure effettive.
Ed ora, sempre più difficile: i telai sono tutti diversi tra loro. Due telai, entrambi di 18 pollici nominali, ma di diversi costruttori, oppure anche del solito costruttore ma di diverso modello, possono essere molto diversi tra loro. Guardate la tabella qui sotto, i cui dati sono stati ripresi dalla rivista "Bici da Montagna".

La regolazione della bici


Passiamo ora alla regolazione della bici. L'altezza della sella viene calcolata moltiplicando la misura del cavallo per 0,885; questa misura tiene conto anche delle scarpe e dei pedali a sgancio rapido, e si intende dall'asse del movimento centrale, lungo l'asse del tubo di sella e del cannotto reggisella, fino alla superficie superiore della sella. Nell'esempio di prima, otteniamo 86 x 0,885 = 76,1 cm. Questa altezza va considerata come un punto di partenza, è possibile infatti che una volta saliti in sella non si riesca a pedalare senza muovere le anche, sintomo di una sella troppo alta, così come che la sella vada alzata ulteriormente. In genere l'errore più frequente è di tenere la sella troppo bassa, con il risultato di non scaricare tutta la potenza delle gambe sui pedali, ma soprattutto di innescare possibili patologie a carico delle ginocchia.
La sella possiede due regolazioni, una di inclinazione in avanti ed una longitudinale. Per quanto riguarda l'inclinazione, in genere la posizione più comoda è quella in cui la sella è perfettamente orizzontale al suolo; se la punta è troppo alta si sente fastidio nella regione perineale, se è troppo bassa il corpo tende a scivolare in avanti e si provocano dolori alle spalle ed alle braccia. Per regolare la posizione longitudinale, occorre prima aver montato le tacchette dei pedali a sgancio rapido sulle scarpe in modo corretto, così come descritto nella sezione sui pedali. Salite in bici, agganciate i pedali, assestatevi bene sulla sella, ponete i pedali in piano e, con l'aiuto di un filo a piombo (e di un amico che vi sorregga) verificate che l'articolazione del ginocchio più avanzato (la protuberanza sotto alla rotula) sia sulla vericale dell'asse del pedale o nelle sue immediate vicinanze. Spostate la sella avanti e indietro fino ad un corretto allineamento.

 

Un'articolo sulla "Gazzetta"

MILANO - Lo stress vi opprime? Fatevi un giro in bicicletta: 4 psicologi su 10, infatti, dicono che la bici è il miglior antidoto contro lo stress. Non solo: avrebbe anche la capacità di migliorare sensibilmente la qualità della vita di coppia. Lo rivela uno studio condotto dall'Associazione «Donne e qualità della vita» su un campione di 200 psicologi, illustrato in occasione dell'apertura di Eicma 2009, il Salone internazionale dedicato alle due ruote a pedale, al via da venerdì 18 settembre alla Nuova Fiera di Milano-Rho. Ma secondo lo studio dell'associazione il 43% degli psicologi considera la bici come l'antidoto più efficace contro lo stress, meglio anche di pillole e tisane. Andare in bicicletta, infatti, è un'attività sana da fare all'aria aperta, che mette in movimento tutto il corpo e obbliga alla concentrazione, liberando così la mente da pensieri e tensioni accumulati al lavoro e in famiglia. Sempre secondo la ricerca, la bicicletta avrebbe un influsso più che positivo anche nei rapporti col partner. Le due ruote, per il 29% del campione, facilitano i rapporti a due e l'armonia, perchè meno alienanti dell'auto (33%) e perchè andare in bici è un'attività che, se fatta insieme, contribuisce a ristabilire la complicità col partner (21%).

BENE ANCHE PER IL RAPPORTO COI FIGLI - Sempre secondo lo studio, per il 35% degli intervistati lo sport e l'attivitá fisica sono uno degli espedienti più utilizzati per combattere lo stress. Proprio un giro in bici, insieme al footing o a una passeggiata, rappresentano uno dei modi più semplici ed economici per mantenersi in forma. Andare al lavoro a piedi o in bicicletta, assicurano gli psicologi, aiuta ad affrontare la giornata con minori tensioni, dal momento che tutto il corpo è stato messo in movimento. Bene anche la classica passeggiata in bicicletta con i figli: a giudizio degli psicologi (47% del campione) avrebbe anche la straordinaria capacità di agevolare il dialogo, aiutando così a ritrovare l'armonia. E proprio secondo lo studio, in famiglia (23% degli intervistati) e col partner si vedrebbero i primi benefici offerti dall'uso costante della bici. A seguire ne beneficerebbero la qualità del lavoro (22%) e il rapporto con i colleghi (17%). Il 7% del campione, inoltre, si dice convinto della capacità di coesione della bici, capace per esempio di unire i nonni con i nipoti. Sempre secondo lo studio, l'esatto opposto della bici sarebbe rappresentato dall'auto. Per il 55% degli intervistati lo stress maggiore si accumula proprio al volante. Ore in mezzo al traffico favoriscono l'aggressivitá, e a rimetterci è anche la coppia. Il 40% del campione sostiene che le liti peggiori tra coniugi o fidanzati si verificano in macchina. E il 37% degli psicologi coinvolti sostiene che troppe ore al volante non aiutano la forma fisica.

 

gif

 

Home